L'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) documenta una flessione nei volumi di costruzione in Italia, influenzata da incertezza macroeconomica e aumento dei costi energetici. Per i fornitori di materiali da costruzione, emergono due dinamiche critiche: l'irrigidimento dei criteri di appalto pubblico sulla CO₂-equivalente e il crescente numero di committenti che richiedono Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) già in fase di offerta. Le normative UE sulla tassonomia e il Decreto Crisi Climatica italiano accelerano la transizione verso materiali a bassa emissione. Chi non adegua le proprie linee di prodotto entro 2026-2027 rischia esclusione dagli appalti maggiori, soprattutto in segmenti quali calcestruzzo, isolanti e acciaio da costruzione.