Con l'avvio di un nuovo impianto di riciclaggio nella sede del Burgenland, Austrotherm compie un passo concreto verso l'economia circolare per i materiali isolanti. L'impianto è specificamente progettato per riciclare pannelli in polistirene estruso rigido – noto come XPS – e reinserire le materie prime recuperate nella produzione. In questo modo, l'azienda affronta una sfida centrale dell'industria degli isolanti: il recupero dei rifiuti di produzione e dei materiali di demolizione.
Tecnologia: come funziona il riciclaggio dell'XPS
Il nuovo impianto elabora sia gli scarti di produzione che gli isolanti recuperati da progetti di demolizione e ristrutturazione. In sostanza, il processo si basa su una procedura di lavorazione meccanica: le lastre di XPS vengono triturate, separate da materiali estranei e poi trasformate in granuli. Questo riciclato può essere reintrodotto come materia prima secondaria nell'estrusione di nuovi pannelli isolanti.
A differenza dell'EPS (polistirolo), che può essere sciolto termicamente e trasformato in nuove perline, l'XPS pone requisiti più elevati al riciclaggio a causa della sua struttura cellulare chiusa e della sua maggiore densità. La struttura cellulare chiusa, che conferisce all'XPS l'alta resistenza alla compressione e la resistenza all'umidità, rende allo stesso tempo più difficile il ritrattamento. Austrotherm utilizza qui una combinazione di frantumazione, cernita e reintroduzione controllata nella linea di estrusione.
Flussi di materiali: da dove proviene il riciclato
L'impianto utilizza due fonti di materiale essenziali. In primo luogo: i rifiuti di produzione e gli scarti dalla propria produzione. Questo flusso di materiale è di alta qualità, privo di contaminazioni e può essere riutilizzato senza perdita di qualità. In secondo luogo: i materiali di demolizione provenienti da cantieri, che derivano da lavori di demolizione o ristrutturazione. Qui si presenta una sfida maggiore, poiché il materiale può essere contaminato da adesivi, intonaci o altri materiali da costruzione.
Per l'industria, in particolare il trattamento dei materiali di demolizione è rilevante. Con l'aumento dei volumi di ristrutturazione nel patrimonio edilizio, aumenta anche la quantità di isolanti rimossi. L'economia circolare nel settore degli isolanti deve affrontare il compito di acquisire sistematicamente questi flussi di materiali, ordinarli e indirizzarli verso un recupero di alto valore – una sfida sia logistica che tecnologica.
Capacità e tasso di recupero: cosa realizza l'impianto
Austrotherm non ha fornito cifre concrete sulla portata e sulla capacità di elaborazione nella comunicazione ufficiale. Tuttavia, per valutare l'impianto sarebbero decisive le indicazioni sulla quantità annuale elaborata, sulla qualità del riciclato e sulla percentuale effettivamente reinserita nei nuovi prodotti. Rimane inoltre aperta la questione di quale percentuale di materiale secondario possa essere utilizzata nei nuovi pannelli XPS senza compromettere le proprietà tecniche.
L'industria degli isolanti si trova di fronte a un conflitto di obiettivi: da un lato si dovrebbero raggiungere percentuali di riciclato il più possibile elevate, dall'altro i prodotti devono continuare a soddisfare tutti i requisiti del codice di costruzione – ad esempio per quanto riguarda la conduttività termica, la resistenza alla compressione e il comportamento al fuoco. Soprattutto nei sistemi compositi di isolamento termico (WDVS), in cui l'XPS è spesso utilizzato, i requisiti sono elevati.
Contesto di settore: economia circolare sotto pressione normativa
La mossa di Austrotherm si inserisce in una serie di iniziative dell'industria edile che si concentrano sull'economia circolare e sui materiali da costruzione riciclati. Produttori come ROCKWOOL o Knauf hanno già stabilito sistemi di ritiro e impianti di riciclaggio per la lana minerale. Anche nel settore del calcestruzzo e del cemento si lavora intensamente al reinserimento del materiale di demolizione.
I fattori trainanti di questo sviluppo, oltre alla crescente domanda di materiali da costruzione sostenibili, sono anche la crescente pressione normativa. La tassonomia dell'UE, le quote di riciclaggio nazionali e i futuri requisiti per il bilancio di CO₂ dei prodotti da costruzione aumentano la pressione per l'azione sui produttori. Le aziende che investono precocemente in tecnologie di riciclaggio non solo si assicurano l'accesso alle materie prime secondarie, ma conquistano anche vantaggi competitivi in un mercato sempre più regolamentato.
Implicazioni per progettisti ed esecutori
Per architetti, progettisti specializzati e imprese esecutrici si pone la questione di misura gli isolanti con percentuali di riciclato siano tecnicamente equivalenti e quali obblighi di documentazione si applichino. È essenziale che gli isolanti riciclati dispongano delle stesse autorizzazioni e marcature CE dei materiali nuovi. Solo allora possono essere utilizzati senza restrizioni nella progettazione e nell'esecuzione.
Un altro aspetto riguarda la pianificazione della demolizione: se in futuro gli isolanti dovessero essere riciclati sistematicamente, occorre prestare attenzione alla separabilità per tipo già durante la progettazione e l'esecuzione. Ciò significa: meno costruzioni composite incollate, più fissaggi meccanici e una chiara documentazione dei materiali utilizzati. L'economia circolare inizia quindi non al momento della demolizione, ma già sulla carta.
Questioni aperte e prossimi passi
Nonostante i segnali positivi, rimangono aperte diverse questioni. Qual è il tasso effettivo di recupero? Quali quantità di materiale di demolizione possono essere elaborate? E quanto scalabile è il procedimento? L'industria degli isolanti produce annualmente milioni di metri cubi di materiale – per ottenere un effetto tangibile, gli impianti di riciclaggio dovrebbero essere disponibili non solo sporadicamente, ma su scala diffusa e industriale.
Inoltre, sono necessarie infrastrutture logistiche per la raccolta e il reinserimento dei materiali di demolizione. A differenza dei metalli o del calcestruzzo, per gli isolanti non esistono ancora sistemi di ritiro consolidati. Qui sono coinvolti non solo i produttori, ma anche i gestori dei rifiuti, i commercianti di materiali da costruzione e le autorità pubbliche.
L'avvio dell'impianto Austrotherm è un passo nella giusta direzione – ma solo un componente di un sistema complesso. Per un'economia circolare funzionante nel segmento degli isolanti sono necessari ulteriori passi: standard per la qualità della demolizione, incentivi per la separazione per tipo e trasparenza sugli effetti ecologici ed economici del riciclaggio. Solo allora la fattibilità tecnica diventerà una pratica diffusa nel settore.

