Una decisione di grande significato simbolico per l'industria dei materiali da costruzione è imminente: BASF, uno dei principali fornitori mondiali nel settore della chimica da costruzione, deve affrontare la questione della denominazione della Carl-Wurster-Platz presso la sua sede principale a Ludwigshafen. Carl Wurster, ex presidente del consiglio di amministrazione della BASF e precedentemente leader presso IG Farben AG, era coinvolto nel sistema del lavoro forzato durante il periodo nazista. L'elaborazione storica di questo passato pone domande fondamentali sulla corporate governance e sulla responsabilità sociale delle grandi aziende chimiche.
BASF, la cui divisione Construction Chemicals distribuisce a livello mondiale additivi per il calcestruzzo, sistemi di impermeabilizzazione e additivi per malte attraverso Master Builders Solutions, rappresenta simbolicamente l'industria chimica tedesca in questo dibattito. IG Farben, dalla quale hanno avuto origine le società BASF, Bayer e Hoechst, era durante il periodo nazista significativamente coinvolta nella gestione dello stabilimento di Auschwitz-Monowitz. Wurster stesso era membro del consiglio di amministrazione di IG Farben a partire dal 1938 e aveva responsabilità nelle decisioni che includevano l'uso sistematico di manodopera forzata. Dopo il 1945, ha guidato la BASF come presidente del consiglio di amministrazione nell'era del dopoguerra.
L'attuale discussione va oltre una semplice ridenominazione. I progettisti e gli architetti che collaborano con BASF Construction Chemicals, ad esempio nello sviluppo di formulazioni di calcestruzzo sostenibili o nella specifica di sistemi di protezione delle facciate, si aspettano dai loro partner non solo eccellenza tecnica, ma anche trasparenza sulla responsabilità storica. Ciò riguarda sempre più anche l'aggiudicazione di appalti pubblici, dove i criteri ESG secondo i requisiti EPD e il posizionamento sociopolitico rientrano nella valutazione.
Per l'industria dei materiali da costruzione, il caso è significativo perché BASF, come fornitore di additivi per l'industria cementizia, di sistemi di rivestimento e di materiali compositi altamente specializzati, svolge un ruolo centrale. Il modo in cui l'azienda affronta il suo passato nazista potrebbe fungere da precedente per altri produttori con un carico storico. La decisione sulla Carl-Wurster-Platz sarà quindi osservata non solo localmente a Ludwigshafen, ma a livello di settore. Segna una svolta nella questione di come le aziende industriali tedesche definiscono e comunicano la loro responsabilità storica nel 21° secolo – con implicazioni sulla percezione del marchio, sulle condizioni di gara e sul posizionamento a lungo termine nella competizione internazionale.

