La norma tecnica UNI 11367, pubblicata il 22 luglio 2010 con il titolo "Classificazione Acustica delle Unità Immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera", introduce un sistema di classificazione che suddivide gli edifici in quattro classi acustiche. Il metodo definisce criteri per la misurazione e la valutazione dei requisiti acustici misurati in opera, offrendo agli acquirenti e utilizzatori degli immobili una chiara indicazione del livello di protezione dal rumore. La Classe I rappresenta il livello più silenzioso, mentre la Classe IV identifica prestazioni acustiche più modeste.

Ambito di applicazione e obbligatorietà

La classificazione si applica a tutti gli edifici ad eccezione di quelli a uso agricolo, artigianale e industriale. Per scuole, ospedali, case di cura e cliniche, i requisiti acustici sono definiti in un'appendice normativa specifica della stessa norma. Allo stato attuale, la UNI 11367 è un riferimento di buona tecnica e non una norma cogente: il rispetto diventa obbligatorio solo se previsto nelle condizioni contrattuali. La Legge 221 del 28 dicembre 2015, entrata in vigore il 2 febbraio 2016, cita la norma all'articolo 23 imponendo che le amministrazioni pubbliche prevedano, nelle gare d'appalto per incremento dell'efficienza energetica, ristrutturazione o costruzione di scuole, l'impiego di materiali e soluzioni progettuali idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici dalla UNI 11367.

I cinque parametri descrittori e i valori limite per classe

La classificazione si basa su cinque descrittori acustici misurati in opera:

  • Isolamento acustico normalizzato di facciata (D2m,nT,w): Classe I richiede ≥ 43 dB, Classe II ≥ 40 dB, Classe III ≥ 37 dB, Classe IV ≥ 32 dB
  • Potere fonoisolante apparente di partizioni verticali e orizzontali (R'w): Classe I richiede ≥ 56 dB, Classe II ≥ 53 dB, Classe III ≥ 50 dB, Classe IV ≥ 45 dB
  • Livello di pressione sonora di calpestio normalizzato (L'n,w): Classe I ≤ 53 dB, Classe II ≤ 58 dB, Classe III ≤ 63 dB, Classe IV ≤ 68 dB
  • Livello sonoro corretto da impianti a funzionamento continuo (Lic): Classe I ≤ 25 dB(A), Classe II ≤ 28 dB(A), Classe III ≤ 32 dB(A), Classe IV ≤ 37 dB(A)
  • Livello sonoro corretto da impianti a funzionamento discontinuo (Lid): Classe I ≤ 30 dB(A), Classe II ≤ 33 dB(A), Classe III ≤ 37 dB(A), Classe IV ≤ 42 dB(A)

La valutazione complessiva della classe si basa su misurazioni effettuate in opera e non su dati progettuali. Deve essere accompagnata obbligatoriamente da valutazioni dettagliate per ogni singolo descrittore, per fornire una rappresentazione completa delle prestazioni acustiche dell'edificio. La determinazione della classe viene eseguita esclusivamente da un tecnico competente in acustica, che applica correttamente e integralmente la norma.

Progettazione previsionale e calcolo secondo UNI EN 12354

La norma richiede che le metodologie di classificazione acustica per i nuovi edifici siano attuate applicando le moderne norme tecniche progettuali di calcolo della serie UNI EN 12354 e UNI/TR 11175. Questo impone uno studio previsionale dei requisiti acustici passivi all'inizio del progetto dell'edificio. La verifica previsionale consente di dimensionare correttamente i pacchetti di isolamento acustico per pareti, solai e facciate, riducendo il rischio di non conformità a opera ultimata.

Relazione con il DPCM 5 dicembre 1997 e contenziosi civili

In Italia, la protezione acustica degli edifici residenziali è normata dal DPCM 5 dicembre 1997, attuativo della Legge quadro 447 del 1995 sull'inquinamento acustico. Il decreto impone requisiti minimi di isolamento, ma prevede solo un esito binario: conformità o non conformità. Il mancato rispetto di tali requisiti ha generato numerosi contenziosi civili tra acquirenti e costruttori. Secondo la giurisprudenza, il mancato rispetto può causare un deprezzamento superiore al 20% del valore dell'immobile, con condanne al pagamento di danni di importo equivalente. La UNI 11367 offre un approccio graduato che incentiva il miglioramento qualitativo e rende trasparente per l'acquirente il livello di comfort acustico dell'immobile, analogamente a quanto avviene per la certificazione energetica.

Prospettive di diffusione e miglioramento degli standard

L'introduzione di classi acustiche richiama il concetto di certificazione energetica, rendendo semplice e trasparente la lettura della qualità acustica. Da più parti si auspica un'ampia applicazione volontaria della norma, ritenendo che solo così sarà possibile elevare lo standard acustico dell'intera filiera delle costruzioni. L'analogia con la classe di consumo energetico degli elettrodomestici, ormai parametro essenziale per il consumatore, dimostra l'efficacia di sistemi graduati di valutazione della qualità. Un sistema di graduazione a partire da valori minimi verso prestazioni crescenti incentiva un processo di progressivo miglioramento degli standard qualitativi in edilizia, garantendo abitazioni caratterizzate da un livello di comfort ambientale più che accettabile e rappresentando un valore aggiunto per la commercializzazione degli immobili.