Heidelberg Materials intensifica l'uso di combustibili alternativi nei propri stabilimenti italiani, segnalando un orientamento verso la riduzione delle emissioni dirette di CO₂ nel ciclo produttivo del cemento. Il settore del cemento rimane tra i maggiori responsabili delle emissioni globali, con la componente termica rappresentante circa il 40% dell'impronta carbonica totale di un'azienda cementiera.
La comunicazione della multinazionale sui combustibili alternativi si inserisce in uno scenario competitivo dove la decarbonizzazione della produzione diventa fattore discriminante per l'accesso a progetti pubblici e privati sottoposte a requisiti ESG. Tuttavia, il ricorso a combustibili alternativi (CDR, rifiuti plastici, biomasse) non elimina le emissioni di processo derivanti dalla decomposizione termica del clinker, che rappresentano circa il 60% del totale.
Per gli operatori della filiera costruttiva, specialmente progettisti e buyer di grandi volumi, la questione centrale rimane la trasparenza delle EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto): l'effettiva riduzione dell'impronta carbonica deve risultare documentata e verificata secondo le norme ISO 14025 e EN 15804, non soltanto comunicata a livello aziendale. Restano aperte valutazioni sulla sostenibilità reale del modello rispetto ai costi incrementali di produzione e alle alternative cementiere emergenti a base di calcari argillose o clinker sostitutivi.
