La scelta degli ancoraggi post-installati in zone sismiche richiede attenzione normativa e tecnica. L'Allegato E della Linea Guida Europea ETAG 001 ha introdotto le categorie di prestazione sismica C1 e C2 per classificare gli ancoranti destinati a operare in presenza di azioni sismiche. La categoria C2 rappresenta il requisito minimo per applicazioni strutturali ed è obbligatoria secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni italiane del 2018 (D.M. 17 gennaio 2018) per tutti gli ancoraggi in zone sismiche, indipendentemente dalla classe d'uso dell'edificio.

Cosa distingue le categorie C1 e C2

Entrambe le categorie valutano la resistenza degli ancoranti agli stati limite ultimi in presenza di sisma, ma con livelli di severità differenti. La categoria sismica C1 stabilisce la prestazione in termini di resistenza di ancoranti sottoposti ad azione sismica agli stati limite ultimi. I test prevedono prove di carico a trazione pulsante e a taglio in direzione alternata. Durante le prove vengono misurati forze e spostamenti a intervalli regolari, e si considera un'ampiezza massima delle fessure dovute all'evento sismico di 0,5 mm, aggiuntiva rispetto all'ampiezza massima nel caso statico.

La categoria sismica C2 richiede prestazioni superiori e stabilisce la prestazione sia in termini di resistenza agli stati limite ultimi, sia di deformazione agli stati limite di danno e agli stati limite ultimi. I test di qualificazione includono prove di carico fino a collasso, a trazione pulsante, a taglio in direzione alternata e a fessurazione ciclica. Per questa categoria si ammette un'ampiezza massima delle fessure di 0,8 mm, intesa sempre come aggiuntiva rispetto al caso statico. I dati raccolti durante i test mettono a disposizione non solo la resistenza a trazione e a taglio, ma anche gli spostamenti esibiti dall'ancorante, fondamentali per prevedere il comportamento reale in condizioni di sollecitazione dinamica.

Perché la normativa italiana impone la categoria C2

Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) del 14 gennaio 2008 avevano già stabilito la necessità di pervenire alla marcatura CE in conformità a un Benestare Tecnico Europeo (ETA). Con l'entrata in vigore delle nuove NTC del 2018, è stata aggiunta una precisazione rilevante: la categoria minima di prestazione richiesta per gli ancoranti in presenza di azioni sismiche è la C2. Questa scelta normativa risponde alla necessità di garantire che i dettagli costruttivi, come i sistemi di ancoraggio post-installati con ancoraggi chimici o meccanici, non diventino punti deboli nella vulnerabilità globale di una costruzione soggetta a sisma.

Il regolamento n. 305 del 2011 stabilisce inoltre le condizioni per la commercializzazione dei prodotti da costruzione, richiedendo che questi abbiano la marcatura CE. Per gli ancoranti strutturali in zona sismica, la qualificazione ETA secondo ETAG 001 rappresenta quindi il percorso obbligato per l'immissione sul mercato.

Criteri di progettazione e verifica degli ancoraggi sismici

La scelta della categoria sismica dipende dalla zona geografica, dalla natura del terreno e dalla classe di importanza dell'edificio. Il Technical Report EOTA TR045 definisce i campi di applicazione: la categoria C1 è adatta per bassa sismicità e alcune applicazioni non strutturali, in funzione della classe d'uso e dell'accelerazione al suolo (agS); la categoria C2, con test sismici più severi, qualifica un ancorante come adatto per applicazioni strutturali e non strutturali soggette ad azione sismica.

Nella progettazione sismica, gli stati limite ultimi e di esercizio da considerare vengono individuati in funzione delle prestazioni richieste. La determinazione della resistenza del fissaggio deve essere eseguita considerando il calcestruzzo fessurato, a meno che sia comprovato che la zona interessata rimanga non fessurata per tutta la durata dell'evento sismico. In entrambi i casi, i test tengono conto dello stato di fessurazione del calcestruzzo.

Elementi critici in fase di posa

La vulnerabilità di una costruzione può essere fortemente condizionata dalla scelta dei dettagli costruttivi. Strutture, scaffalature, soppalchi in zona sismica richiedono non solo la selezione del prodotto corretto, ma anche un controllo accurato in fase di posa per ridurre il rischio di collasso del dettaglio. Punti critici includono il taglio, il fenomeno di "martellamento" e il gioco nel foro della piastra. Per dimensionare correttamente i fissaggi con ancoranti post-installati è necessario fare riferimento alle norme UNI EN 1998-1:2013 e al Technical Report TR045, oltre al D.M. 17 gennaio 2018.

La corretta selezione e il calcolo di sistemi di ancoraggio per strutture sismiche rappresentano quindi un passaggio progettuale che non può essere delegato a valutazioni statiche standard. Le categorie di prestazione sismica definite dall'ETAG 001 forniscono un quadro tecnico e normativo chiaro, con requisiti di test e documentazione che garantiscono la tracciabilità delle prestazioni. La marcatura CE per carichi sismici diventa così non solo un obbligo normativo, ma uno strumento di affidabilità per progettisti e imprese.

Per approfondimenti sul comportamento dei materiali da costruzione in condizioni di sollecitazione dinamica, si rimanda a ulteriori risorse specialistiche sulla classificazione delle prestazioni strutturali e sui meccanismi di resistenza del calcestruzzo.