L'azienda italiana Soprema Italia, attiva nel settore dell'impermeabilizzazione e dell'isolamento termico, ha reso pubblica la propria politica di gestione integrata sotto il titolo programmatico "Costruire responsabilmente". La pubblicazione del documento solleva una domanda centrale per il settore dei materiali da costruzione: si tratta di una strategia con obiettivi misurabili e verificabili, o di una mera operazione di comunicazione istituzionale priva di sostanza quantitativa?
Gestione integrata: definizione e ambito di applicazione
Il concetto di gestione integrata nel contesto industriale fa generalmente riferimento all'implementazione simultanea di sistemi di gestione per qualità (ISO 9001), ambiente (ISO 14001) e sicurezza sul lavoro (ISO 45001). L'obiettivo è quello di armonizzare processi operativi, ridurre ridondanze amministrative e garantire un approccio sistemico alla responsabilità d'impresa. Nel caso di Soprema Italia, la documentazione disponibile non chiarisce esplicitamente quali certificazioni siano già state ottenute e quali siano in fase di implementazione.
Per un produttore di membrane bituminose, pannelli isolanti e sistemi di copertura, la gestione integrata dovrebbe includere almeno: tracciabilità della filiera di approvvigionamento per bitume e polimeri, rendicontazione delle emissioni di COV (composti organici volatili) durante la produzione, gestione dei rifiuti di processo e recupero degli scarti, oltre alla salute e sicurezza degli operatori esposti a temperature elevate e fumi.
Assenza di KPI pubblici: un problema di trasparenza
Uno degli elementi critici della comunicazione di Soprema Italia è l'assenza di report di sostenibilità pubblici con indicatori di prestazione chiave (KPI) misurabili e verificati da organismi terzi. Nel panorama europeo dei materiali da costruzione, aziende comparabili come ROCKWOOL, Sika o Saint-Gobain pubblicano annualmente report ESG dettagliati con dati su emissioni di CO₂ per tonnellata di prodotto, percentuale di contenuto riciclato, consumo idrico ed energetico, obiettivi di riduzione con scadenze temporali precise.
Nel caso di Soprema Italia, la politica pubblicata non fornisce informazioni su:
- Impronta di carbonio dei prodotti principali (kg CO₂ eq. per m² di membrana o pannello isolante);
- Percentuale di materie prime riciclate o bio-based nei sistemi di impermeabilizzazione;
- Obiettivi di riduzione delle emissioni con scadenze temporali (ad esempio: -X% entro il 2030 rispetto al baseline 2020);
- Disponibilità di EPD (Environmental Product Declaration) per le linee di prodotto principali, strumento ormai imprescindibile per la progettazione sostenibile e per la conformità a protocolli di certificazione edilizia come DGNB o LEED.
Questa lacuna rende difficile per progettisti e committenti valutare in modo oggettivo le prestazioni ambientali dei sistemi Soprema rispetto a concorrenti che operano con trasparenza documentale.
Confronto con i concorrenti: dove si posiziona Soprema Italia?
Nel mercato italiano dell'impermeabilizzazione e dell'isolamento, operatori come Mapei (con la divisione Building Solutions), Sto SE e produttori di sistemi a cappotto WDVS hanno adottato da tempo strategie di rendicontazione strutturata. Mapei, ad esempio, pubblica annualmente il Rapporto di Sostenibilità con dati verificati da PwC, mentre Sto ha definito obiettivi di neutralità climatica al 2040 con roadmap tecnologiche per ridurre l'uso di polistirene espanso vergine.
Soprema Group, casa madre francese di Soprema Italia, ha lanciato nel 2022 un programma ESG a livello di Gruppo che include obiettivi di riduzione del 30% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 (baseline 2019) e l'implementazione di tecnologie di riciclo per membrane bituminose a fine vita. Tuttavia, non è chiaro in che misura questi obiettivi di Gruppo siano declinati operativamente nello stabilimento italiano e quali risorse siano state allocate per il raggiungimento di target specifici.
Filiera e selezione fornitori: mancano criteri pubblici
Un altro aspetto critico della politica integrata riguarda la gestione della supply chain. Per un'azienda che opera nel settore dell'impermeabilizzazione, la sostenibilità dipende in larga misura dalla provenienza e dalla lavorazione del bitume, dalle caratteristiche dei polimeri utilizzati (SBS, APP) e dalle armature in fibra di vetro o poliestere. Non sono resi pubblici criteri di selezione dei fornitori basati su parametri ambientali, né informazioni su audit di terza parte lungo la filiera.
In un contesto normativo sempre più orientato alla economia circolare e alla tracciabilità dei materiali (si pensi al futuro Digital Product Passport europeo), l'assenza di trasparenza su questi aspetti rappresenta un gap competitivo e un rischio reputazionale per l'azienda.
Procedimenti e sanzioni: un'analisi necessaria
Un'analisi completa della sincerità degli impegni dichiarati dovrebbe includere la verifica di eventuali procedimenti o sanzioni ambientali a carico di Soprema Italia o della casa madre. Al momento della pubblicazione di questo articolo, non sono emerse segnalazioni pubbliche di infrazioni gravi. Tuttavia, l'assenza di comunicazioni non equivale a trasparenza: sarebbe opportuno che l'azienda rendesse disponibile un registro pubblico delle non conformità ambientali e delle azioni correttive intraprese, come già fanno alcuni player del settore chimico per l'edilizia.
Raccomandazioni per un impegno credibile
Per trasformare la politica di gestione integrata da dichiarazione di intenti a strumento operativo credibile, Soprema Italia dovrebbe adottare le seguenti misure:
- Pubblicare un report di sostenibilità annuale con KPI misurabili, verificato da ente terzo indipendente;
- Rendere disponibili EPD certificate per le linee di prodotto principali, in linea con gli standard EN 15804;
- Definire obiettivi quantitativi con scadenze temporali per riduzione emissioni, incremento contenuto riciclato, efficienza energetica;
- Implementare un sistema di tracciabilità della filiera con criteri ESG vincolanti per i fornitori di materie prime;
- Comunicare pubblicamente le certificazioni ISO ottenute (9001, 14001, 45001) e i relativi rapporti di audit.
Contesto di settore: la pressione normativa cresce
Il mercato italiano dei materiali da costruzione è sottoposto a una crescente pressione normativa in materia di sostenibilità. La revisione del Codice Appalti (D.lgs 36/2023) prevede l'obbligo di CAM (Criteri Ambientali Minimi) per tutte le forniture pubbliche, richiedendo EPD e contenuti minimi di riciclato per numerose categorie di prodotto. Parallelamente, la direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) nella sua ultima revisione impone requisiti sempre più stringenti per l'efficienza termica degli involucri, rendendo cruciale la disponibilità di valori di conducibilità termica λ certificati e di trasmittanze termiche U documentate per i sistemi di isolamento.
In questo contesto, la mancanza di documentazione tecnico-ambientale strutturata rischia di penalizzare Soprema Italia nella partecipazione a gare pubbliche e nella scelta da parte di studi di progettazione che devono rendicontare le prestazioni ambientali degli edifici realizzati. L'adozione di una strategia trasparente e misurabile non è quindi solo una questione etica, ma una necessità commerciale per mantenere competitività in un mercato in rapida evoluzione verso standard di rendicontazione più rigorosi.
La pubblicazione della politica integrata rappresenta un primo passo, ma senza dati quantitativi verificabili e obiettivi temporali precisi, resta difficile distinguere un impegno autentico da un'operazione di comunicazione. Il settore dei materiali isolanti e impermeabilizzanti ha bisogno di trasparenza misurabile, non di dichiarazioni programmatiche prive di sostanza quantitativa.