La costruzione in calcestruzzo è un metodo costruttivo che impiega il calcestruzzo, da solo o armato con barre di acciaio, come materiale strutturale principale per realizzare fondazioni, pilastri, travi, solai e pareti. L'armatura in acciaio compensa la scarsa resistenza a trazione del calcestruzzo, che lavora prevalentemente a compressione.
Classi di resistenza
La norma UNI EN 206 classifica il calcestruzzo in classi di resistenza a compressione, indicate con la sigla C seguita da due valori in N/mm², riferiti rispettivamente al provino cilindrico e cubico (es. C25/30, C30/37, C35/45). Per strutture correnti si impiegano tipicamente classi comprese tra C20/25 e C35/45; classi superiori a C50/60 rientrano nel calcestruzzo ad alta resistenza.
Classi di consistenza
La lavorabilità dell'impasto fresco è misurata con la prova di abbassamento al cono (slump test) e classificata secondo UNI EN 206 in classi S1 (10–40 mm), S2 (50–90 mm), S3 (100–150 mm), S4 (160–210 mm) e S5 (≥220 mm).
Classi di esposizione ambientale
In base al rischio di degrado, UNI EN 206 definisce classi di esposizione: X0 (nessun rischio), XC1–XC4 (carbonatazione), XD1–XD3 (attacco da cloruri non marini), XS1–XS3 (cloruri da ambiente marino), XF1–XF4 (cicli di gelo-disgelo) e XA1–XA3 (attacco chimico). La scelta della classe condiziona rapporto acqua/cemento, dosaggio minimo di cemento e copriferro.
Copriferro e durabilità
L'Eurocodice 2 (UNI EN 1992-1-1) definisce il copriferro minimo cmin come somma del copriferro per aderenza cmin,b, pari almeno al diametro della barra, e del copriferro per durabilità cmin,dur, che cresce con la severità della classe di esposizione: valori indicativamente più contenuti per XC1 e progressivamente maggiori per le classi XD, XS e XA più aggressive. Al valore minimo si aggiunge uno scarto di posa Δcdev, generalmente di 10 mm, per ottenere il copriferro nominale di progetto.
Componenti dell'impasto
Il calcestruzzo è costituito da cemento (classificato secondo UNI EN 197-1 nei tipi CEM I–CEM V), aggregati naturali o riciclati, acqua d'impasto ed eventuali additivi (fluidificanti, aeranti, ritardanti) e aggiunte minerali (ceneri volanti, fumo di silice, loppa). Il rapporto acqua/cemento (a/c) influisce direttamente su resistenza meccanica e permeabilità: valori più bassi, tipicamente tra 0,40 e 0,55, migliorano la durabilità nelle classi di esposizione più severe.
Posa in opera e maturazione
Il getto richiede compattazione, generalmente mediante vibrazione, per eliminare i vuoti d'aria e garantire l'aderenza all'armatura. La maturazione (curing) protegge il getto dall'essiccamento precoce nei primi giorni, periodo in cui si sviluppa la resistenza iniziale; la resistenza caratteristica di progetto viene convenzionalmente riferita a 28 giorni di maturazione.
Tipologie costruttive
Si distingue tra calcestruzzo armato gettato in opera, elementi prefabbricati curati in stabilimento e calcestruzzo precompresso, nel quale l'armatura è pretesa per indurre uno stato di compressione che contrasta le sollecitazioni di esercizio.