Il CEM II — Cemento Portland composito è una delle cinque categorie principali di cemento comune definite dalla norma UNI EN 197-1. Si distingue dal CEM I per la presenza di uno o più materiali di aggiunta in sostituzione parziale del clinker di Portland, in proporzione tra il 6% e il 35% in massa. Il contenuto di clinker si attesta quindi tra il 65% e il 94%.
Sottotipi e materiali di aggiunta
La norma distingue due famiglie principali: CEM II/A, con aggiunta tra il 6% e il 20%, e CEM II/B, con aggiunta tra il 21% e il 35%. La lettera successiva identifica il materiale di aggiunta: S per loppa d'altoforno granulata, D per fumo di silice (limitato al 10% e solo nella classe A), P per pozzolana naturale, Q per pozzolana naturale calcinata, V per cenere volante silicea, W per cenere volante calcarea, T per scisto calcinato, L per calcare con tenore di carbonio organico totale (TOC) non superiore allo 0,50%, LL per calcare con TOC non superiore allo 0,20%, M per cementi con due o più aggiunte combinate. Esempi di designazione completa sono CEM II/A-S 42,5 N o CEM II/B-LL 32,5 R.
Classi di resistenza secondo EN 197-1
La norma UNI EN 197-1 definisce le classi di resistenza a compressione sulla base della prova a 28 giorni su malta normalizzata, espressa in MPa: classe 32,5 (resistenza compresa tra 32,5 e 52,5 MPa), classe 42,5 (tra 42,5 e 62,5 MPa) e classe 52,5 (non inferiore a 52,5 MPa, senza limite superiore). A ciascuna classe si affianca un indicatore di resistenza iniziale: N (normale) o R (rapida). I requisiti a 2 giorni sono, a titolo indicativo: ≥10 MPa per 32,5R, ≥10 MPa per 42,5N, ≥20 MPa per 42,5R e ≥20 MPa per 52,5N, ≥30 MPa per 52,5R; per la classe 32,5N non è previsto un requisito a 2 giorni, ma a 7 giorni la resistenza minima è 16 MPa. Questi valori sono distinti dai requisiti prestazionali del calcestruzzo indurito disciplinati dalla UNI EN 206, che riguarda la specifica, le prestazioni, la produzione e la conformità del calcestruzzo e non le classi di resistenza del cemento.
Caratteristiche prestazionali
Rispetto al CEM I, il CEM II presenta generalmente un calore di idratazione più contenuto nelle prime ore, utile per getti massivi o in condizioni climatiche calde, e una maggiore resistenza chimica in presenza di solfati o ambienti aggressivi, a seconda del tipo e della percentuale di aggiunta impiegata. Lo sviluppo delle resistenze meccaniche nelle prime fasi può risultare più lento rispetto al CEM I a parità di classe, con recupero nel tempo in funzione del tipo di aggiunta.
Impieghi tipici
Il CEM II trova impiego diffuso in calcestruzzi per strutture in elevazione, fondazioni, pavimentazioni industriali, massetti e malte da costruzione, in opere ordinarie e in molte applicazioni strutturali dove la classe di esposizione ambientale e i requisiti prestazionali richiesti dal progetto risultano compatibili con le caratteristiche del cemento composito scelto. La selezione del sottotipo e della classe di resistenza dipende dalle condizioni di esposizione previste dalla UNI EN 206 e dalle prescrizioni progettuali specifiche dell'opera.
Profilo di sostenibilità
La sostituzione di una quota di clinker con materiali di aggiunta, spesso sottoprodotti industriali come loppa d'altoforno o ceneri volanti, riduce il consumo di clinker per tonnellata di cemento prodotto e, di conseguenza, le emissioni di CO2 associate al processo di clincherizzazione rispetto al CEM I a parità di quantità prodotta.