Uno sviluppo che potrebbe stabilire nuovi standard nel riciclaggio dei rifiuti di costruzione minerali: Etex e Heidelberg Materials hanno annunciato una partnership per l'istituzione di un ciclo materiale chiuso per il fibrocemento. Il modello prevede che gli scarti di produzione e i ritagli della produzione di fibrocemento di Etex siano utilizzati in futuro come materia prima secondaria nella produzione di cemento di Heidelberg Materials. Il fibrocemento è costituito per l'85-90% da cemento, acqua e additivi, e per il 10-15% da fibre sintetiche o cellulosiche per l'armatura. Finora gli scarti di produzione erano stati smaltiti in discarica o sottoposti a recupero termico – una pratica sempre più sotto pressione da un punto di vista sia economico che ecologico.
La partnership si basa su un modello a ciclo chiuso: i residui di materiale della produzione di pannelli di Etex vengono pretrattati per rimuovere le contaminazioni e successivamente immessi nel processo di produzione del cemento presso Heidelberg Materials. Lì le particelle di fibrocemento riciclate fungono da parte della miscela di farina grezza o da fonte alternativa di calcio nel forno rotativo. Questo recupero sostituisce le materie prime primarie come il calcare o la marna e riduce la necessità di spazi di discarica. Allo stesso tempo, il bilancio della CO₂ di entrambe le aziende migliora poiché è necessario estrarre e trasportare meno materie prime. Il riciclaggio del fibrocemento è quindi un elemento per ridurre il fattore clinker e per migliorare i dati EPD dei prodotti cementizi.
Per i progettisti e gli acquirenti del settore delle costruzioni, l'iniziativa è rilevante per diversi motivi: in primo luogo, dimostra che anche i compositi minerali con contenuto di fibre – a lungo considerati difficili da riciclare – possono essere integrati nei processi di ciclo industriale. In secondo luogo, qui si crea un precedente per altri flussi di materiali, ad esempio per isolanti con legante minerale o per cartongesso con fibre di rinforzo. In terzo luogo, la cooperazione è un segnale per l'industria dei fornitori: i produttori di materiali da costruzione saranno sempre più valutati in base al fatto se possono integrare materiali da costruzione riciclati nelle loro catene di approvvigionamento.
Da un punto di vista economico, il modello è attraente sia per Etex che per Heidelberg Materials. Etex risparmia i costi di discarica e migliora il bilancio ambientale dei suoi pannelli di facciata – un argomento importante per i costruttori orientati all'ESG. Heidelberg Materials beneficia di materie prime secondarie garantite e può ridurre ulteriormente l'intensità di CO₂ dei suoi cementi, il che, alla luce dei requisiti del CBAM e degli obiettivi climatici nazionali, diventa sempre più un vantaggio competitivo. L'iniziativa si inserisce inoltre nel contesto dell'economia circolare, come richiesto dalla tassonomia dell'UE e dal finanziamento federale tedesco per gli edifici efficienti.
Il modello a ciclo chiuso potrebbe avere valore esemplare per ulteriori cooperazioni tra i produttori di materiali da costruzione e i produttori di cemento. Approcci comparabili sono noti, ad esempio, dal riciclaggio della sabbia di calcestruzzo fratturato o dal riciclaggio dei rifiuti di gesso. Per l'industria del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti di costruzione, lo sviluppo apre nuovi campi di attività: i riciclatori e le piattaforme di riciclaggio potrebbero fungere da intermediari che forniscono frazioni di fibrocemento a basso impatto da rifiuti di demolizione e di produzione. Sarà cruciale se il modello si rivelerà economicamente scalabile anche per i rifiuti post-consumo – una questione che dipende dai costi logistici, dalla tecnologia di trattamento e dal quadro normativo.

