La classe di resistenza a compressione è il parametro che esprime la resistenza caratteristica a compressione del calcestruzzo indurito, determinata su provini normalizzati dopo 28 giorni di maturazione. È indicata con una doppia sigla, ad esempio C20/25: il primo numero (20 N/mm²) rappresenta la resistenza caratteristica cilindrica fck,cyl, misurata su provini cilindrici 150×300 mm; il secondo numero (25 N/mm²) rappresenta la resistenza caratteristica cubica fck,cube, misurata su provini cubici di spigolo 150 mm.

Determinazione del valore caratteristico

La resistenza caratteristica corrisponde al frattile inferiore al 5% della distribuzione statistica dei risultati di rottura. I provini vengono confezionati, stagionati in acqua a 20°C e provati a compressione secondo le norme della serie UNI EN 12390 (confezione, stagionatura, prova di compressione). Il valore di classe non è la resistenza media misurata, bensì il valore garantito con il 95% di affidabilità statistica sull'intera produzione o sul singolo prelievo, secondo i criteri di accettazione della UNI EN 206 e della UNI 11104.

Classi normalizzate

La UNI EN 206 definisce una serie di classi standard per calcestruzzo di densità normale e pesante: C8/10, C12/15, C16/20, C20/25, C25/30, C28/35, C30/37, C32/40, C35/45, C40/50, C45/55, C50/60, fino alle classi per calcestruzzi ad alta resistenza C55/67, C60/75, C70/85, C80/95, C90/105, C100/115. Nella pratica corrente, le classi C25/30 e C28/35 sono le più diffuse per strutture in c.a. ordinarie, mentre classi uguali o superiori a C45/55 si impiegano per elementi precompressi o prefabbricati soggetti a elevate sollecitazioni.

Relazione con la classe di esposizione

La classe di resistenza non determina la classe di esposizione: è vero il contrario. Il progettista individua innanzitutto la classe di esposizione ambientale (ad esempio XC per carbonatazione, XD e XS per attacco da cloruri, XF per cicli gelo-disgelo, XA per attacco chimico) in funzione delle condizioni a cui la struttura sarà esposta durante l'esercizio. Per ciascuna classe di esposizione la UNI 11104, quale documento di applicazione nazionale della UNI EN 206, stabilisce requisiti minimi prestazionali, tra cui il rapporto acqua/cemento massimo, il contenuto minimo di cemento per metro cubo e, di conseguenza, la classe di resistenza minima accettabile. La classe di resistenza scelta per il calcestruzzo deve quindi soddisfare almeno il valore minimo imposto dalla classe di esposizione di progetto; può essere superiore per esigenze strutturali, ma non inferiore per esigenze di durabilità.

Rilevanza per capitolati e controlli

Nel capitolato tecnico la classe di resistenza va sempre indicata insieme alla classe di esposizione, alla classe di consistenza e, se pertinente, alla classe di contenuto di cloruri e al diametro massimo dell'aggregato. In fase di accettazione in cantiere si eseguono prelievi di calcestruzzo fresco, confezione di provini e prove di rottura a 28 giorni, con valutazione statistica dei risultati secondo i criteri di conformità previsti dalla norma di riferimento e dalle Norme Tecniche per le Costruzioni vigenti.