Un traguardo storico che illumina le strategie attuali dell'industria chimica: il 6 aprile segna il 160º anniversario della fondazione di BASF, diventata il più grande gruppo chimico mondiale dopo essere stato smantellato dalle forze alleate nel 1945. Ciò che avrebbe potuto segnare la fine del gruppo di Ludwigshafen si è trasformato in punto di partenza per una riorientamento strategico verso la chimica delle costruzioni, settore ora centrale per la decarbonizzazione dell'edilizia.

La ricostruzione del dopoguerra ha costretto la BASF a diversificare le sue attività. Le esigenze massicce di materiali da costruzione — calcestruzzo, malte, sistemi di tenuta — hanno aperto un mercato che il gruppo ha strutturato attorno a formulazioni chimiche avanzate: additivi per calcestruzzo ad alte prestazioni, resine epossidiche per rivestimenti industriali, e sistemi di isolamento chimico. Questo periodo ha gettato le fondamenta di quello che diventerà BASF Construction Chemicals, oggi integrato in Master Builders Solutions e attore protagonista dell'innovazione materiale.

L'approccio della BASF illustra un modello che rimane attuale: trasformare un vincolo normativo o geopolitico in leva di innovazione. Nel momento in cui l'industria cementiera deve ridurre le sue emissioni di CO₂ — il cemento rappresenta circa l'8% delle emissioni globali —, gli additivi chimici permettono di ridurre il fattore clinker mantenendo al contempo le proprietà meccaniche conformi alle classi di resistenza richieste secondo DIN EN 206. Le formulazioni sviluppate dalla BASF consentono oggi di ottimizzare l'incorporazione di loppa d'altoforno o di ceneri volanti, riducendo così l'impronta di carbonio dei miscele.

Per i progettisti e gli ingegneri, questa traiettoria storica sottolinea un principio: le rotture tecnologiche nei materiali da costruzione emergono spesso dalla necessità di ricostruire o decarbonizzare. I recenti investimenti di gruppi come Holcim o Heidelberg Materials nelle dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD) prolungano questa logica: la conformità climatica diventa un fattore di competitività, come ha dimostrato l'analisi recente del posizionamento di Holcim.

Con un fatturato annuale superiore a 78 miliardi di euro, la BASF rimane un barometro delle mutamenti del settore. La divisione costruzioni, sebbene minoritaria in volume, svolge un ruolo strutturante nella transizione verso calcestruzzi a basso contenuto di carbonio e sistemi conformi ai nuovi requisiti normativi europei, in particolare nel quadro del CBAM.