Un riorientamento strategico che va oltre le fluttuazioni cicliche: il gruppo cementiero italiano Buzzi S.p.A. (Buzzi Unicem) rafforza la sua posizione come fornitore orientato alla sostenibilità in un mercato sottoposto a notevole pressione congiunturale. Mentre l'industria edile europea nel 2024 affronta cali della domanda nel settore residenziale e ritardi nei progetti infrastrutturali, l'orientamento coerente verso la riduzione della CO₂ e la creazione di valore circolare potrebbe conferire al gruppo vantaggi competitivi a medio termine – in particolare nel contesto della normativa UE più severa introdotta dal sistema CBAM a partire dal 2026.

Buzzi Unicem opera in un mercato del cemento che strutturalmente si trova di fronte a una trasformazione. La produzione di cemento causa a livello mondiale circa l'8% delle emissioni antropogeniche di CO₂, principalmente attraverso la decarbonizzazione del calcare nella produzione di clinker e l'uso di combustibili. Mentre concorrenti affermati come Holcim e Heidelberg Materials hanno già comunicato strategie di decarbonizzazione complete, Buzzi si posiziona attraverso l'integrazione dei criteri di sostenibilità nel modello di business operativo. Ciò include l'aumento del fattore clinker mediante un maggiore utilizzo di loppa d'altoforno e ceneri volanti nei cementi CEM II e CEM III, nonché investimenti in combustibili alternativi.

Il focus strategico sulla sostenibilità avviene in un momento in cui la domanda di cemento Portland convenzionale nei mercati principali come l'Italia e la Germania è sottoposta a pressione. Progettisti e architetti richiedono sempre più prodotti certificati EPD con dati ambientali verificati, in particolare per progetti con certificazione DGNB o LEED. Buzzi risponde ampliando il suo portafoglio di leganti a ridotta emissione di CO₂, autorizzati secondo DIN EN 206 ed Eurocodice 2 per strutture portanti. La disponibilità di tali prodotti può essere decisiva negli appalti con criteri di sostenibilità, in particolare per i progetti infrastrutturali pubblici, che sono sempre più soggetti a vincoli ESG.

Parallelamente alla strategia di prodotto, il gruppo investe nella modernizzazione degli impianti produttivi per migliorare l'efficienza e ridurre le emissioni. L'integrazione delle tecnologie di cattura del carbonio (CCS/CCU) rimane tuttavia – come per la maggior parte dei produttori europei di cemento – in fase pilota. L'economicità di tali impianti dipende notevolmente dalle condizioni normative, dai prezzi della CO₂ e dai finanziamenti. Per gli acquirenti e i responsabili della gestione del prodotto ciò significa: la disponibilità e la determinazione dei prezzi del calcestruzzo a CO₂ neutro varieranno notevolmente a livello regionale nel breve termine.

Nel contesto della crisi del settore, aggravata dall'aumento dei tassi di interesse, dall'aumento dei costi energetici e dall'incertezza geopolitica, il posizionamento della sostenibilità potrebbe conferire a Buzzi Unicem una maggiore resilienza. Proprio come Holcim, il gruppo conta sul fatto che la pressione normativa e il cambiamento delle preferenze dei clienti stimoleranno la domanda di leganti a basse emissioni. Tuttavia, la reale penetrazione del mercato dipende dalla disponibilità ad accettare costi aggiuntivi – una sfida che nei segmenti sensibili ai prezzi come l'edilizia residenziale non è ancora risolta.