Il gruppo cementiero messicano Cemex rafforza il suo posizionamento strategico sui mercati con forti esigenze ambientali, un'evoluzione che potrebbe modificare gli equilibri nella produzione mondiale di cemento e di calcestruzzo. Questo riorientamento si inserisce in un contesto in cui la pressione normativa e la domanda di leganti a bassa impronta di carbonio si intensificano, in particolare in Europa e in Nord America.
Cemex, terzo produttore mondiale con una capacità di produzione annuale superiore a 87 milioni di tonnellate di cemento, adegua il suo portafoglio geografico e la produzione puntando sulle regioni dove la normativa climatica struttura già le gare d'appalto. Il gruppo, presente in oltre 50 paesi, orienta ormai i suoi investimenti verso unità di produzione in grado di integrare sostituenti clinker ad alto tasso di sostituzione, in conformità ai requisiti crescenti sul fattore clinker e alle dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD).
Questa strategia implica una progressiva rielaborazione del mix cementizia, con lo sviluppo di formulazioni di tipo CEM II e CEM III che integrano elevati tassi di scoria d'altoforno o di ceneri volanti, permettendo di ridurre le emissioni di CO₂ per tonnellata di legante fino al 40% rispetto a un CEM I classico. Questa evoluzione tecnica si accompagna a un rafforzamento delle capacità di cattura del carbonio su alcuni siti europei, sebbene i volumi trattati rimangono ancora limitati a livello di gruppo.
Sul piano commerciale, Cemex mira prioritariamente ai mercati dove i criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici integrano soglie di emissioni di carbonio vincolanti, una tendenza osservabile nelle infrastrutture ferroviarie, nelle opere d'arte e nel settore residenziale certificato. Il gruppo messicano si posiziona così di fronte a concorrenti europei come Holcim o Heidelberg Materials, che hanno preso piede nella commercializzazione di calcestruzzi a bassa impronta di carbonio.
Questo riorientamento strategico comporta tuttavia rischi industriali e finanziari: la transizione verso leganti ad alto contenuto di aggiunte cementizie impone adattamenti logistici e tecnici, in particolare per garantire le prestazioni meccaniche richieste secondo le classi di esposizione definite dalla norma DIN EN 206. I progettisti e i prescrittori dovranno inoltre verificare la disponibilità locale di queste formulazioni e la loro conformità ai requisiti di resistenza a compressione specificati nei capitolati.
L'impatto di questa strategia sulla struttura dei costi del gruppo rimane da valutare, in un contesto in cui i prezzi del cemento in Europa variano tra 90 e 140 €/tonnellata a seconda delle regioni e delle formulazioni, con un premio tariffario del 10-25% per i prodotti a bassa impronta di carbonio. La capacità di Cemex di garantire volumi sufficienti di aggiunte cementizie costituirà un fattore determinante per la credibilità di questo riposizionamento, mentre la disponibilità di scoria e ceneri volanti diminuisce strutturalmente in Europa con la chiusura di altiforni e centrali a carbone.

