Il ritiro plastico rappresenta una contrazione volumetrica che interessa il calcestruzzo nella sua fase plastica, ossia prima che si inneschi il processo di indurimento legato alla reazione dell'acqua d'impasto con i silicati di calcio del cemento. Questo fenomeno si distingue nettamente dal ritiro igrometrico, che si manifesta invece in una fase successiva, dopo la presa del materiale.
Quali manufatti sono maggiormente esposti al ritiro plastico?
Il fenomeno colpisce in modo particolare i manufatti che presentano ampie superfici non casserate e quindi esposte all'evaporazione dell'acqua fin dalle primissime ore successive al getto. Rientrano in questa categoria i solai, le platee di fondazione e soprattutto le pavimentazioni industriali in calcestruzzo, dove la superficie esposta all'atmosfera è particolarmente estesa rispetto al volume complessivo dell'elemento.
Come si manifesta la fessurazione da ritiro plastico?
Per effetto dell'evaporazione precoce, il calcestruzzo ancora fresco tende a contrarsi a causa dei vuoti lasciati dal liquido evaporato. Tale contrazione interessa lo strato corticale del getto, tipicamente limitato a uno spessore di 1–2 centimetri, mentre gli strati inferiori del conglomerato, non soggetti a evaporazione, rimangono stabili. Questo contrasto genera sollecitazioni di trazione nello strato superficiale che, seppur di entità ridotta, risultano sufficienti a innescare la formazione di fessure in un materiale ancora privo di resistenza meccanica.
Il quadro fessurativo caratteristico del ritiro plastico è composto da micro-fessure di ampiezza generalmente inferiore al millimetro e profondità non superiore a 1–2 centimetri. Le fessure si distribuiscono a distanze variabili, da pochi centimetri a poche decine di centimetri l'una dall'altra, e presentano un andamento irregolare comunemente definito "a ragnatela".
Quali fattori influenzano il ritiro plastico?
La composizione del calcestruzzo incide sul fenomeno, anche se in misura marginale. I conglomerati realizzati con elevati dosaggi di cemento e basse quantità di acqua d'impasto risultano più soggetti al ritiro plastico. Tuttavia, la causa principale della fessurazione va ricercata nelle condizioni ambientali in cui avvengono il getto e la prima stagionatura del manufatto.
- Bassa umidità relativa dell'aria
- Elevate temperature dell'aria e della superficie del getto
- Elevata velocità del vento
Tutti questi fattori accelerano l'evaporazione dell'acqua dalla superficie esposta e, di conseguenza, amplificano il fenomeno del ritiro plastico. Secondo le indicazioni dell'ACI Committee 305R "Hot Weather Concrete", la formazione di cavillature da ritiro plastico si verifica quando il tasso di evaporazione supera determinati valori critici.
Come prevenire le fessurazioni da ritiro plastico?
Le misure preventive agiscono su due livelli: la composizione del calcestruzzo e le modalità esecutive durante il getto e la stagionatura.
Ottimizzazione della miscela
È fondamentale evitare di gettare il calcestruzzo sotto la pioggia; in caso di pioggia leggera, vanno adottate misure antipioggia adeguate. Il rapporto acqua-cemento deve essere ottimizzato riducendo il consumo complessivo di acqua. Un rapporto acqua-cemento troppo elevato aumenta il ritiro secco, mentre un rapporto eccessivamente basso favorisce il ritiro plastico precoce e la formazione di fessurazioni da disidratazione.
Il contenuto di fango negli aggregati (sabbia e pietra) deve essere rigorosamente controllato, poiché maggiore è il contenuto di fango, maggiore risulta il ritiro e minore la resistenza alla trazione del materiale indurito.
Misure durante il getto e la stagionatura
Dopo che il pavimento è stato versato, è necessario intervenire tempestivamente con la spruzzatura di acqua sulla superficie. L'esecuzione della calandratura secondaria in prossimità dell'impostazione finale — ossia la ricerca della pasta superficiale e la macinazione della superficie — risulta particolarmente efficace. La copertura con sacchi o paglia immediatamente dopo la calandratura secondaria e il rafforzamento della stagionatura a umido si rivelano molto utili per controllare le fessure.
Più precoce e prolungato è il tempo di indurimento a umido (da 7 a 14 giorni), minore sarà il ritiro. L'idratazione controllata e la stagionatura volta a evitare un'essiccazione severa possono ridurre efficacemente lo stress da contrazione.
Attenzione alle vibrazioni
È importante prestare attenzione alle vibrazioni durante il getto, soprattutto in corrispondenza della giunzione di travi e solette o pannelli a parete. Tuttavia, occorre evitare di vibrare eccessivamente il calcestruzzo per prevenire fenomeni di segregazione e sanguinamento massiccio, che favorirebbero l'accumulo di acqua superficiale e, di conseguenza, un aumento dell'evaporazione locale.
L'importanza della progettazione
Il ritiro plastico, come il ritiro igrometrico, deve essere considerato già nella fase progettuale. Una corretta pianificazione delle condizioni di getto, la scelta di miscele adeguate e la definizione di procedure di stagionatura rigorose consentono di minimizzare le deformazioni conseguenti e di garantire le prestazioni progettuali previste per il manufatto.
Nel settore delle pavimentazioni industriali, dove le superfici esposte sono particolarmente estese, il controllo del ritiro plastico riveste un'importanza cruciale per evitare difetti che potrebbero compromettere la durabilità e la funzionalità dell'opera nel lungo periodo.
