Quando posate un massetto per pavimentazioni di legno o ceramica, la risalita di umidità dal sottofondo può compromettere sia la durabilità della stratificazione sia la tenuta dell'incollaggio. Per impedire questo fenomeno, la norma UNI 11470 definisce gli inibitori di migrazione dell'umidità come strati separatori o membrane posizionati tra il massetto e il supporto, con la funzione di creare una barriera efficace e durevole contro l'umidità.

Questi elementi non sono un dettaglio secondario: nei massetti desolidarizzati e galleggianti per parquet e altre pavimentazioni di legno, lo strato separatore deve garantire un valore di resistenza alla diffusione del vapore (Sd) superiore a 40 metri. Ma cosa cambia tra un freno vapore e una barriera vapore? E come scegliere il materiale corretto per ciascun contesto?

Cosa sono gli inibitori di migrazione dell'umidità nei massetti?

La norma UNI 11371:2017 sui massetti per parquet e pavimentazioni di legno descrive con precisione il ruolo dello strato separatore. Lo strato separatore crea una barriera efficace e durevole che impedisce la risalita di umidità dal sottofondo. Questa funzione è indispensabile nei massetti non aderenti (desolidarizzati) e nei massetti galleggianti, dove tra il massetto stesso e il supporto viene interposta una membrana orizzontale per svincolare la pavimentazione dalle deformazioni strutturali e impedire la trasmissione di vapore acqueo dagli strati inferiori.

Lo strato separatore, per impedire efficacemente la risalita di umidità dagli strati inferiori, deve essere costituito da un freno al vapore a bassa diffusività o da una barriera al vapore. La norma stabilisce che il valore di Sd deve essere maggiore di 40 m. Tale valore di Sd deve essere considerato come riferimento per qualsiasi materiale impiegato con la funzione di freno al vapore. In ogni caso, è opportuno fare riferimento ai dati tecnici forniti dal fabbricante dello strato separatore.

Freno al vapore o barriera al vapore: quale differenza?

La distinzione tra freno al vapore e barriera al vapore è legata al grado di permeabilità al vapore acqueo, espresso dal parametro Sd (spessore d'aria equivalente). Secondo la classificazione contenuta nella norma UNI 11470, gli schermi con valore Sd superiore o uguale a 100 metri sono considerati barriere al vapore, mentre quelli con Sd inferiore sono classificati come freni al vapore.

  • Barriera al vapore: Sd ≥ 100 m. Impedisce completamente la trasmissione del vapore acqueo. Materiali tipici: polietilene, polipropilene.
  • Freno al vapore: Sd > 40 m e < 100 m. Consente una certa diffusione controllata del vapore acqueo.

Nel caso dei massetti per parquet e pavimentazioni in legno, la norma UNI 11371:2017 richiede un valore Sd minimo di 40 m, quindi ammette sia freni vapore a bassa diffusività sia barriere vapore, a seconda delle condizioni ambientali e delle caratteristiche del sottofondo.

Modalità di realizzazione: massetti desolidarizzati e galleggianti

I massetti cementizi o a base di leganti speciali, secondo la classificazione UNI EN 13813 (classi CT e CA), possono essere realizzati in due modalità principali, entrambe richiedenti uno strato separatore:

Massetti non aderenti (desolidarizzati)

Realizzati interponendo tra il massetto e il supporto uno strato separatore orizzontale e posizionando lungo il perimetro delle pareti uno strato di materiale comprimibile. Tale modalità di realizzazione consente inoltre di svincolare la pavimentazione dalle deformazioni della struttura, quali assestamenti, contrazioni per ritiro igrometrico, dilatazioni termiche e cedimenti delle fondazioni di modesta entità.

Lo spessore minimo medio nominale del massetto desolidarizzato varia in funzione della destinazione d'uso: 40 mm per destinazione d'uso civile, 60 mm per destinazione d'uso commerciale. Per massetti realizzati con prodotti premiscelati o con altre soluzioni, occorre attenersi alle indicazioni del fabbricante, fermo restando le caratteristiche prestazionali.

Massetti galleggianti

Posati su uno strato di isolamento termico e/o acustico, i massetti galleggianti devono essere completamente separati da pareti e strutture in elevazione. Lo spessore del massetto deve essere dimensionato in relazione alle caratteristiche di comprimibilità degli strati sottostanti. Può essere interposta una rete elettrosaldata a metà dello spessore per favorire la distribuzione dei carichi ed evitare fenomeni di punzonamento.

Anche in questo caso, lo strato separatore deve garantire un valore Sd maggiore di 40 m. Le dimensioni della maglia della rete elettrosaldata e lo spessore del massetto variano in funzione della sollecitazione ai carichi della pavimentazione e delle caratteristiche di comprimibilità e spessore degli strati sottostanti, che devono essere opportunamente valutati in fase progettuale.

Quando usare una barriera al vapore?

La scelta tra freno e barriera al vapore dipende dalle condizioni ambientali e dalla presenza di isolamento termico. Nella stratigrafia del tetto o dei solai riscaldati, la barriera al vapore è solitamente posizionata sul lato caldo dell'isolamento termico, rivolta verso l'interno dell'edificio. Questa posizione impedisce al vapore acqueo prodotto all'interno dell'edificio di penetrare nell'isolamento termico, riducendo così il rischio di condensa interstiziale.

Per i massetti, invece, lo strato separatore è posizionato sotto il massetto stesso, a contatto con il sottofondo. La scelta del materiale dipende dalle specifiche esigenze del progetto, dalle condizioni ambientali e dai requisiti normativi. I materiali più comuni utilizzati per realizzare le barriere al vapore includono polietilene e polipropilene.

Take-away per la pratica in cantiere

Prima della posa, verificate sempre che lo strato separatore abbia un valore Sd certificato superiore a 40 m. Controllate la scheda tecnica del fabbricante. Sovrapponete i teli per almeno 10 cm e sigillateli con nastro adesivo per evitare ponti di umidità. Lungo il perimetro, utilizzate un materiale comprimibile spesso almeno 8 mm per consentire le dilatazioni del massetto.

Se lavorate con massetti galleggianti su isolanti comprimibili, dimensionate lo spessore del massetto in funzione del carico e della comprimibilità dell'isolante. La rete elettrosaldata migliora la distribuzione dei carichi e riduce il rischio di punzonamento, ma va posizionata a metà dello spessore del massetto, non a contatto con l'isolante.

Per ulteriori approfondimenti sulla protezione dall'umidità nei sistemi costruttivi, consultate le risorse tecniche disponibili in questa sezione.